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La preghiera di Gesù

La preghiera del cuore

Prima di lasciare i suoi amici nell’Ultima Cena, Gesù consegna loro, oltre ai versetti del Padre Nostro, una nuova preghiera rivolta al Padre nel suo Nome benedetto: Gesù.

“Amen, io vi dico:
“Qualunque cosa chiederete al Padre
nel mio nome, egli ve la darà.
Finora non avete chiesto nulla nel mio nome.
Chiedete e vi sarà dato”. (Gv 16, 23-24)

Il Nome del Signore nella Bibbia rivela Dio stesso. Invocare il suo Nome benedetto significa stabilire una relazione personale con Dio.
Gli Atti degli Apostoli ci dicono che il nome di Gesù è l’unico nome “sotto il cielo dato agli uomini nel quale è stabilito che noi siamo salvati (At 4,12)”.

La tradizione cristiana, e in particolare quella monastica, ha conservato questa eredità della preghiera del Nome di Gesù in molte forme, sia in Oriente che in Occidente.
La formulazione più usuale è l’invocazione:

 

“Signore Gesù,
tu il Figlio di Dio vivente,
abbi pietà di me peccatore!”.

Questa preghiera unisce l’inno ai Filippesi (2, 6-11) con l’invocazione del pubblicano (cfr. Lc 18, 10-13) e del cieco di Gerico (cfr. Mc 10, 46-52).

Attraverso questa invocazione, il cuore è in comunione alla miseria degli uomini e alla misericordia del loro Salvatore.

GESÙ. In questo nome si nasconde e si rivela l’insondabile tenerezza ricreatrice del Padre, del Figlio e dello Spirito, nella loro indefettibile volontà di salvare ciò che era perduto. Nella lingua di Gesù, l’aramaico, Yeshou’, e in ebraico Yeshoua’, significa “Dio salva”.

La ripetizione del nome di Gesù risveglia la vita del CUORE profondo

I monaci d’Oriente hanno sperimentato e descritto per secoli come questo Nome benedetto, pronunciato nella fede, nella tenerezza dello Spirito, possa operare efficacemente nel cuore del cristiano. Mentre sussurrano continuamente, con amore, il Santo Nome di Cristo, i loro cuori si lasciano toccare e interrogare. Dalle misteriose profondità in cui Gesù abita in noi, attraverso la grazia del Battesimo, scaturisce il canto della vita del Figlio amato, al Padre. Ogni giorno lo Spirito rende più sensibile questo spazio inaccessibile ai sensi. Non si tratta di una ricetta o di una tecnica, ma della vita del cuore profondo che ama semplicemente Gesù.

GESÙ!

Invocato con fede e amore, il Nome di Gesù purifica il cuore, scaccia i pensieri cattivi e i demoni, protegge dalle tentazioni, guarisce l’anima e il corpo, rivela il Mistero del Padre agli umili, attira l’unzione dello Spirito Santo e stabilisce la presenza di Gesù nel nostro cuore.

 

 

L’INVOCAZIONE DEL NOME DI GESÙ
È IL PIÙ SEMPLICE PERCORSO DI PREGHIERA CONTINUA

Attraverso di essa, partecipiamo alla triplice Festa di Dio

 

● Nel suo Nome, Gesù ci dona il Pane della sua Parola
Ripetuta con cuore umilmente attento, questa preghiera non si disperde in un “profluvio di parole” (Mt 6,7), ma “conserva la parola e produce frutto con costanza” (cfr. Lc 8,15). Il Nome di Gesù, quando lo pronunciamo è ricco di tutti i tratti della vita di Gesù, dei suoi sguardi, dei suoi gesti, dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti e delle sue parole, come li abbiamo potuti contemplare nel Vangelo. Il nome “Gesù” è la Parola per eccellenza.

 

● Nel suo Nome, Gesù ci dà spiritualmente il Pane del suo Corpo
Se, affamati della Presenza di Cristo nel nostro cuore peccatore, ripetiamo il Nome Salvatore di Gesù, ogni invocazione di questo Nome può prolungare la comunione eucaristica in una “comunione di desiderio”, o “comunione spirituale”. San Giovanni Climaco arriva a dire che, nominando Gesù, tocchiamo la Persona e il Corpo di Cristo e, attraverso questo contatto vivificante, siamo necessariamente purificati, illuminati, trasformati, santificati, incendiati.

 

● Nel suo Nome, Gesù ci dona il Pane della sua obbedienza al Padre
L’invocazione del Nome di Gesù, ripetuta continuamente, mette il figlio di Dio, incapace di farlo con le proprie forze, alla presenza del Salvatore. Se, sperimentando la nostra rigidità e impotenza ad aderire alla Volontà del Padre, abbiamo comunque sete di realizzarla, Gesù, il Figlio prediletto del Padre che compie sempre ciò che piace al Padre, si consegna al Padre, in noi. Egli unge i nostri cuori, li trasforma e li permea della sua obbedienza d’amore.

© Monastère du Buisson Ardent (France)/ Crédit photo Famille monastique de Bethléem

La semplice invocazione del Nome di GESÙ ci fa entrare nell’intenso ed eterno scambio di vita delle Tre Persone divine, ormai aperto agli uomini per loro volontà.

È lo SPIRITO che ci fa dire “Gesù”, perché nessuno può dire Gesù se non nello Spirito Santo (cfr. 1 Cor 12,3).
 È il PADRE che rivela, nel suo amato Figlio, tutta la sua compiacenza per l’umanità (cfr. Mt 17,5).
 È GESÙ che mi prende nel suo immenso slancio che viene dal Padre e torna al Padre, portando con sé tutto l’universo nella sua Pasqua (cfr. Gv 16, 28).