Al momento del Battesimo, Gesù si immerge nel Giordano.
Perché si è immerso nell’acqua, quando in quel momento era un uomo adulto e perfetto che non aveva per nulla bisogno di essere generato?
Perché nulla chiede ai suoi discepoli che non abbia prima compiuto lui stesso.
Si sente la voce del Padre:
“Questo è il mio Figlio prediletto. In lui mi sono compiaciuto”. (cfr. Mc 1,9)
Egli insegna loro che nessuno può entrare nel Regno di Dio se non è stato immerso nell’acqua e nello Spirito.
Il Padre, da cui proviene ogni paternità, in cielo e in terra, è talmente Padre che per essere suoi figli dobbiamo essere generati di nuovo.
Quando Gesù scende nel Giordano, l’acqua riceve il potere, proprio dell’acqua battesimale, di trasmettere la vita.
E ancora una volta, è presente lo Spirito, portatore del segreto della generazione del Figlio da parte del Padre. Adombra Gesù. Copre della sua ombra l’acqua, come ha fatto con Maria.
Le comunica il potere di trasmettere la Vita. Qui, dunque, si manifesta l’identità “generante” del Padre e l’identità di “generato” del Figlio.
Allo stesso tempo, qualcosa della Potenza del Padre, portata dal Figlio, viene trasmessa dallo Spirito all’acqua per farne l’acqua materna del Battesimo.