Esiste una relazione tra Gesù Trasfigurato e Gesù sfigurato sulla Croce: la Nuova Vita può avvenire solo a prezzo dell’annientamento.
Il Figlio prediletto sfigurato dolorosamente sulla Croce manifesta il mistero inesprimibile dell’Amore increato, che si dona alla sua creatura e vuole comunicarle la sua “Gloria”, per configurarla a sé.
La presenza di Mosè ed Elia alla Trasfigurazione significa che, attraverso la sua Pasqua, Gesù ha compiuto la Legge e i Profeti (Mosè rappresenta la Legge; Elia i Profeti).
Come la creatura riceve lo svelamento dell’Amore della Gloria increata?
L’icona della Trasfigurazione mostra Pietro, Giacomo e Giovanni capovolti, gettati a terra, sradicati. Non sono ancora radicati in Dio. L’eccesso di gloria travolge l’uomo tanto quanto l’eccesso di sofferenza.
Per trent’anni, Gesù ha velato la luminosità del suo volto per preservare la libertà dei suoi fratelli, per non bruciare i loro occhi. Questa è la pedagogia materna di Dio. Oggi, il suo Volto può essere visto da alcuni nello splendore della Gloria divina. Sul Tabor, l’umanità del Verbo incarnato appare radiosa della gloria increata della sua divinità.
“Si trasfigurò davanti a loro: il suo volto brillò come il sole
e le sue vesti divennero candide come la luce”. (Mt 17,2)