Giovanni il Teologo è uno dei discepoli che si sentirono dire da Gesù:
“Venite e vedrete”. (Gv 1,39).
Vide e annotò con precisione l’ora:
“Era circa l’ora decima”.
Non dimenticherà mai che il suo incontro con Cristo è stato decisivo:
Gesù entrò in lui attraverso ciascuno dei suoi sensi. Lo dice lo stesso Giovanni nella sua Lettera alle Chiese dell’Asia:
“Ciò che c’era fin dal principio, ciò che abbiamo udito con le nostre orecchie – udito -, ciò che abbiamo visto con i nostri occhi – la vista -, ciò che abbiamo contemplato – lo sguardo del cuore -, ciò che le nostre mani hanno toccato del Verbo di Vita – il tatto, quel senso fondamentale con cui possiamo affermare con certezza che una realtà esiste -, ne diamo testimonianza. Ciò che abbiamo visto e udito, ve lo annunciamo. (I Gv 1, 1- 3)
Tutta la nostra fede si basa sull’incontro con la Persona vivente di Gesù. Gli Apostoli lo hanno incontrato in carne e ossa. La nostra fede si basa sulla loro testimonianza, che ci permette, a nostra volta, di incontrare Gesù come si incontra un amico a cui diamo la nostra vita, una persona che cambia la nostra esistenza.