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Medito il Mistero

Gesù non dice solo: “Questo è il mio Corpo”, ma anche: “Questo è il mio Corpo, mangiate!”

“Questo è il mio Sangue, bevete”. In altre parole: “Questa è la mia Pasqua, questo è il mio passaggio. Passate attraverso di me!” Con queste parole, Gesù consegna ai suoi apostoli e ai loro successori, i sacerdoti, il potere di rendere presente, sotto le specie del pane e del vino il suo Corpo e il suo Sangue immolati.

Egli dà loro il potere di rendere presente attraverso l’Eucaristia celebrata nei secoli, l’ora dell’Ultima Cena e della sua Passione.

L’Eucaristia, la lettura della Parola, la contemplazione della Parola come Maria la custodiva e la metteva in pratica, la ripetizione amorosa del Nome di Gesù, costituiscono dunque i diversi modi in cui Gesù stabilisce la sua dimora in noi e ci fa passare attraverso di lui.

L’Eucaristia risveglia in noi non un amore che approfitta, anche spiritualmente, ma un amore che si offre e si sacrifica. Perché l’Amore di Cristo al quale comunichiamo non è un amore che cattura, ma un amore che si dona. Non importa cosa sentiamo o cosa non sentiamo. L’importante è consegnarci così come siamo, nella nostra povertà, a Cristo. Egli può allora consegnarci nelle mani del Padre, nell’atto più forte che LUI compie nei confronti del Padre:
Nelle tue mani affido il mio spirito”. (Lc 23, 46)