Quando il Figlio amato è coronato di spine, il suo Cuore è così mite e umile che il Padre è Re in lui. Non è forse questo il Regno di cui Gesù ha parlato a Pilato?
“Se il mio Regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto… ma il mio Regno non è di quaggiù. Dunque tu sei Re? Tu lo dici, io sono Re“. (Gv 18, 36-37)
Nel silenzio e nella vulnerabilità amorosa, Gesù riceve la regalità unica del Padre. Lo attesta attraverso il suo coronamento di spine vissuto con la più profonda umiltà. L’umile abbassamento del Figlio è anche infinita supplica per i peccatori. Al culmine della sua sofferenza, Gesù grida: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. (Lc 23, 34). La vera adorazione nasce dall’amore e termina nell’amore. Sfocia nella compassione e nella misericordia.
Maria condivide il silenzio di Gesù quando è presentato da Pilato alla folla.
Sola, lo ha accolto come Re dentro di sé.
Sola, si lascia toccare nel profondo dell’anima dall’infinita misericordia del Padre, il cui Volto è Gesù coronato di spine. Si associa al suo volontario abbassamento affinché, in comunione con le sofferenze di Gesù, possa essere trovata l’adoratrice che il Padre cerca. Per questo tutte le generazioni la proclamano Madre di Misericordia.