Mistero dell’Incoronazione di spine
I soldati, intrecciata una corona di spine,
la posero sul capo di Gesù e gli misero addosso un mantello di porpora.
Poi gli si avvicinavano e dicevano:
«Salve, re dei Giudei!».
E gli davano schiaffi.
Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro:
«Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna».
Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!».
Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». 7Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». (Jn 19, 2-7)
Quando il Figlio amato è coronato di spine, il suo Cuore è così mite e umile che il Padre è Re in lui. Non è forse questo il Regno di cui Gesù ha parlato a Pilato?
“Se il mio Regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto… ma il mio Regno non è di quaggiù. Dunque tu sei Re? Tu lo dici, io sono Re“. (Gv 18, 36-37)
Nel silenzio e nella vulnerabilità amorosa, Gesù riceve la regalità unica del Padre. Lo attesta attraverso il suo coronamento di spine vissuto con la più profonda umiltà. L’umile abbassamento del Figlio è anche infinita supplica per i peccatori. Al culmine della sua sofferenza, Gesù grida: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. (Lc 23, 34). La vera adorazione nasce dall’amore e termina nell’amore. Sfocia nella compassione e nella misericordia.
Maria condivide il silenzio di Gesù quando è presentato da Pilato alla folla.
Sola, lo ha accolto come Re dentro di sé.
Sola, si lascia toccare nel profondo dell’anima dall’infinita misericordia del Padre, il cui Volto è Gesù coronato di spine. Si associa al suo volontario abbassamento affinché, in comunione con le sofferenze di Gesù, possa essere trovata l’adoratrice che il Padre cerca. Per questo tutte le generazioni la proclamano Madre di Misericordia.
In questo mistero, imparo dalla Vergine a ricevere da Cristo, in silenzio, la sua forza per sopportare tutte le spine della vita, le umiliazioni, la perdita di tutto ciò che riguarda l’immagine che vorrei dare di me agli altri.
Attraverso questo cammino di grazia e di trasformazione del mio cuore di pietra in cuore di carne, entro nel Regno di Gesù. Egli può allora riversare nel mio cuore la sua umile adorazione del Padre, la sua infinita compassione per tutti i peccatori.
Padre nostro, che sei nei cieli…
Rallegrati, Maria, piena di grazia…