Mistero del Ritrovamento
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret.
Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa.
Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;
non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava.
E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse:
«Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
(Lc 1, 39-56)
All’età di dodici anni, Gesù lasciò i suoi genitori e rimase nel Tempio di Gerusalemme a loro insaputa.
In questo atto di rottura, Gesù rivela di non avere altro Bene che il Padre suo.
Egli attesta il Regno del Padre nel suo Cuore, il fuoco divorante che si esprime attraverso una separazione, una rinuncia, una solitudine nei confronti delle creature e persino della più bella e pura di tutte, sua Madre, la Vergine Maria. È su questa strada di preferenza del Padre che Gesù conduce i suoi amici, e prima di tutto sua Madre. Non è stata forse lei la prima a mettersi alla scuola della Sapienza in un atteggiamento di umile e silenzioso ascolto?
Ha conservato le parole del Figlio, che non capiva: “Non sapevate che io dovevo stare nella casa del Padre” (Lc 2,49)?
Con una fiducia incrollabile, accetta che questa parola venga a trafiggerla e insegnarle, al di là delle parole, la profondità del Cuore di suo Figlio. Con un’intensità nuova, arde della fiamma dell’Amore celeste e sperimenta nella fede, lasciandosi condurre nella solitudine, che nulla è cos` buono come Dio.
Lo Spirito Santo mi invita a mettermi alla scuola del Cuore del Figlio, ascoltando ogni sua parola, scrutando ogni sua azione con Maria, la prima discepola di Gesù.
Imparo a testimoniare al Padre dei cieli che non ho altro Bene che Lui solo.
Moltiplico i miei atti di adorazione, per quanto brevi e poveri possano essere, spinto dall’intensa adorazione del cuore della Vergine.
Gesù, in me, potrà glorificare il Padre come ha fatto in Maria.
Padre nostro, che sei nei cieli…
Rallegrati, Maria, piena di grazia…