Mistero della Pentecoste
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, gli apostoli si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano.
Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. (Atti 2,1-4)
Vedendo Gesù venire da lui, Giovanni ha testimoniato:
“Ho contemplato lo Spirito, discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui”. (Gv 1, 32)
Prima ancora che il mondo fosse, il Padre dona a suo Figlio una Gloria d’Amore che l’occhio umano non può vedere né l’orecchio udire. Per questo Gesù è l’Amato, l’Eletto. Lo Spirito Santo è in Sé stesso l’Amore infinito del Padre per il Figlio e del Figlio per il Padre. la loro bontà increata effusa senza misura.
Questo è il Fuoco che Gesù viene a portare sulla terra. Non ha altro desiderio che quello di comunicarlo ai suoi amici. Dal suo Cuore, aperto sulla croce, consegna alla Chiesa e agli uomini di tutti i tempi questo Fuoco dell’Amore increato del Padre e del Figlio, il loro Spirito.
Il giorno della Pentecoste, lo Spirito è stato effuso nei cuori degli Apostoli e della sua purissima Madre.
Ecco il miracolo e il prodigio più inaudito che il dono delle lingue: uomini peccatori sono trasformati dalla grazia, rafforzati nella fede, riempiti di saggezza e di zelo per diffondere il Vangelo.
Un miracolo ancora più incredibile: la Vergine Maria è consumata dall’Amore del Padre e del Figlio nel silenzio dello Spirito Santo.
Se mi lascio trasformare con la Vergine Maria dal Fuoco che opera in lei, se accetto veramente l’amore, divento amore: divento trasparenza della Bontà di Dio diffusa sulla terra.
Sono invitato a mostrare con le mie azioni la carità che ricevo incessantemente, con Maria, da Gesù presente nel mio cuore. Il mio volto, il mio sguardo, i miei pensieri, i miei gesti, le mie relazioni con i fratelli e le sorelle, le mie azioni non sono più le stesse: l’amore li trasforma, e li rende somiglianti a quelli del Figlio amato.
Padre nostro, che sei nei cieli…
Rallegrati, Maria, piena di grazia…