Mistero dell’Ascensione
Poi Gesù li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse.
Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo.
Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. (Lc 24, 50-53)
Asceso al Padre, Gesù riceve nella sua anima e nel suo corpo la gloria che aveva presso di Lui, prima che il mondo fosse. Nulla può esprimere con parole umane questo mistero di fuoco, di gioia e di silenzio al di là di tutto:
“Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. (Gv 20,17)
Gesù si innalza davanti ai suoi discepoli per insegnare loro a cercare le cose di lassù e a lasciarsi irradiare dalla beatitudine che vive in cielo, in attesa del suo ritorno, e pur restando con i piedi per terra.
Questa è la buona parte (cfr. Lc 10,42) che riceve colui che consente a seguire l’Agnello ovunque vada.
Alla scuola della Vergine Maria, assiduo nella preghiera con gli apostoli, imparo a vegliare santamente e con perseveranza nell’attesa del ritorno del Maestro, contemplandolo oggi nella gloria del Padre.
Posso partecipare all’atteggiamento contemplativo di Maria, Madre della Chiesa, mediante atti forti di preghiera, di adorazione e di veglia puramente gratuita nel segreto della mia stanza.
Se mantengo accesa la lampada del mio cuore con la speranza, ricevo la ricompensa desiderata per la fatica del combattimento: una pace che il mondo ignora e la gioia dello Spirito Santo.
Allora la gloria di questo mondo mi appare ben pallida rispetto alla Gloria increata che il Padre riversa nel mio cuore.
Ho un’intesa percezione che nulla su questa terra può riempire il mio cuore se non la venuta dello Sposo.
Dalla Vergine Maria ricevo l’arte di attendere il suo ritorno e di trovare in me, nel cielo della mia anima, la Potenza del Padre che ha attirato Gesù nella sua Gloria.
Imparo a rimanere qui abitualmente, per amare l’amore.
Padre nostro, che sei nei cieli…
Rallegrati, Maria, piena di grazia…