Mistero di Gesù che porta la croce
Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce.
(Mt 27, 31-32)
Dio ama i peccatori. Non è forse questa la Buona Novella che Gesù viene ad annunciare con le sue parole e la sua vita?Convitato al pasto dei peccatori, Gesù diceva loro:
“Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati”. (Mc 2,17)
In cammino verso il Golgota, Gesù ha rivelato una nuova profondità dell’infinita Misericordia del Padre suo. Sotto il perso del legno della Croce, Gesù cade a terra. Lui, l’Agnello innocente, fa l’esperienza della caduta. Nella sua saggezza, sceglie di scendere nell’abisso della debolezza umana, affinché l’uomo incontri nel baratro stesso delle sue cadute il Volto adorabile e umile dell’Agnello.
Tale è l’amore insondabile del Figlio: si abbassa così tanto che il peccatore caduto può incontrarlo, come Salvatore, nell’abisso della sua caduta. Si realizza allora un incontro tra miseria e Misericordia, in cui l’Agnello prende su di sé tutte le nostre infermità.
L’incontro sconvolgente di Pietro con lo sguardo d’amore del suo Maestro che aveva rinnegato, si attualizza in noi:
“Pietro, mi vuoi bene? – Signore, tu conosci tutto; tu sai che io ti voglio bene”. (Gv 21, 17)
Celebrando questo mistero con la Vergine, imparo a scoprire che non sono solo a portare ogni giorno il peso dei miei peccati.
Se rinuncio a guardarmi, a giudicarmi e a disperarmi, se apro il mio cuore, se invoco il Nome di Gesù, proprio nel luogo delle mie cadute, se contemplo il Figlio prediletto con cieca speranza, sono lavato e perdonato.
Nel mio cuore può nascere un amore fiducioso per il Salvatore, una gioia che nessuno può togliermi.
A ogni mia caduta, il Figlio amato porta nel mio cuore gli straripanti afflussi della bontà di Dio che mi lava e mi rigenera nel profondo delle mie debolezze e cadute.
O Bonitas!
Padre nostro, che sei nei cieli…
Rallegrati, Maria, piena di grazia…