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Medito il Mistero

Silenziosa e contemplativa, Maria partì in fretta, verso la regione montuosa in una città di Giuda. Adora dentro di sé colui che rimane nascosto nel suo grembo Yeshua’, Gesù, il Figlio di Dio Salvatore che è diventato suo Figlio. L’amore di carità che riceve senza misura dalla pienezza del Figlio la spinge a recarsi da sua cugina Elisabetta, che stava per partorire. Voleva assisterla. Non è forse la serva del Signore?

Entrando nella casa di Zaccaria, la Vergine comunica a Elisabetta il suo canto, un canto della bontà di Dio riversata su di lei e sul suo popolo Israele. Il suo cuore esulta di gioia: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore”. (Lc 1, 46)
È questo il primo servizio che Maria rende a sua cugina: le trasmette la sua
esultanza per essere l’oggetto del Compiacimento del Padre, che scaturisce dalla pura sorgente dell’amore.
In questo istante, Elisabetta viene ricolmata di Spirito Santo.
Maria fa’ i gesti concreti di delicatezza e di attenzione che l’Amore le suggerisce nei confronti di sua cugina.