Asceso al Padre, Gesù riceve nella sua anima e nel suo corpo la gloria che aveva presso di Lui, prima che il mondo fosse. Nulla può esprimere con parole umane questo mistero di fuoco, di gioia e di silenzio al di là di tutto:
“Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. (Gv 20,17)
Gesù si innalza davanti ai suoi discepoli per insegnare loro a cercare le cose di lassù e a lasciarsi irradiare dalla beatitudine che vive in cielo, in attesa del suo ritorno, e pur restando con i piedi per terra.
Questa è la buona parte (cfr. Lc 10,42) che riceve colui che consente a seguire l’Agnello ovunque vada.